Cioran, l’ateo credente di Ravasi

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Non è un segreto che Gianfranco Ravasi, teologo competente e fine intellettuale, sia uno studioso di Cioran, ateo sui generis. Tanto da averlo inserito, assieme all’altro romeno-francese d’eccezione Ionesco, nel Cortile dei gentili, iniziativa lodevole quanto limitata di dialogo con i non credenti.

Recentemente su Avvenire è apparso un suo articolo sul Nostro che ripropongo volentieri ai lettori di Tutto Cioran.

Ringrazio Antonio Di Gennaro per la segnalazione.

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/cioran-ateo-credente-che-spiava-dio.aspx

Cioran ateo credente che spiava Dio

Vent’anni fa, il 20 giugno 1995, moriva a Parigi lo scrittore Emil Cioran. Sulle rive della Senna era approdato a 26 anni, nel 1937, dopo aver lasciato alle spalle la sua patria, la Romania, e la sua cittadina, Rasinari, un delizioso villaggio della Transilvania. Posto su un colle circondato da monti coperti di querce, faggi e pini, attraversato da un ruscello, pittoresco per il paesaggio, quel piccolo centro era marcato religiosamente da due chiese, l’una settecentesca, l’altra neoclassica dedicata alla Trinità, della quale era parroco suo padre. La lapidaria carta d’identità ideale di Cioran era, però, così scandita: «Io sono uno straniero per la polizia, per Dio, per me stesso».
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