Cioran e la castagna

In quest’articolo, uscito sul Riformista il 13 giugno 2010 (purtroppo senza firma), riprendo l’argomento Cioran/Thoma.

E’ lo stesso giornalista che scrive:

Si dirà che è pettegolezzo filosofico, roba da servitù origliante in cucina: lo ha detto la cerchia degli amici di Cioran, quando il libro è apparso in Germania. Ma la filosofia la fanno gli uomini, anche se è decaduto il costume di chieder conto ai filosofi della loro vita, quasi fosse una grossolanità. E invece la collazione tra le due fonti, la dottrina professata in pubblico e quel che è accessibile della vita privata, porta spesso lumi: purché non la si usi per un richiamo poliziesco alla coerenza – il più insipido dei valori – ma come occasione per gettare un occhio alla minuta esistenziale da cui prende forma un pensiero“.

“Occasione”  che, in maniera generale, può essere condivisibile, ma in questo caso il rischio del “richiamo poliziesco alla coerenza” è più che fondato.

Del resto molti sono convinti che la colpa (e il limite) di questo autore è stato proprio il mancato suicidio.

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