Una vita con Cioran

cioran_simoneLeggo con piacere e trasmetto una recensione di Amelia Natalia Bulboaca al recente libro curato da Massimo Carloni, Una vita con Cioran. Intervista con Norbert Dodille, edito da “La scuola di Pitagora”.

L’articolo originale lo trovate sulla rivista on line “Orizzonti Culturali italo-romeni” al seguente link:

http://www.orizzonticulturali.it/it_recensioni_Amelia-Natalia-Bulboaca-4.html

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La scuola di Pitagora editrice continua la sua marcia alla conquista dell’inedito cioraniano e pubblica un nuovo, importante documento sul Privatdenker di rue de l’Odéon: Una vita con Cioran. Intervista con Norbert Dodille, a cura di Massimo Carloni (pp. 68, € 5,00). Trattasi del dialogo che Norbert Dodille stentatamente riesce a intavolare con Simone Boué – compagna di vita del filosofo – grazie soprattutto alle benevole insistenze di Marie-France, figlia del drammaturgo franco-romeno Eugen Ionescu. È una delle poche volte che questa donna discreta e riservata, donna d’altri tempi – tanto da sembrare un’ombra o persino un’esistenza che era sfuggita di vista a tante persone che avevano conosciuto Cioran – parla pubblicamente di se stessa ma soprattutto della sua vita con Cioran. All’epoca era trascorso solo un anno da quando il filosofo aveva esalato l’ultimo respiro su un letto dell’ospedale Broca, a Parigi. A distanza di un altro anno, nel 1997, anche Simone sarebbe andata incontro al proprio appuntamento con la morte tra le onde dell’Atlantico. Leggi il resto dell’articolo

L’intervista di Christian Bussy a Cioran

Grazie all’impegno di Massimo Carloni *, è stata tradotta in italiano una video-intervista inedita del 1973 di Emil Cioran, da parte del giornalista Christian Bussy, recuperata recentemente da Antonio di Gennaro (come ci informa lo stesso autore).

Massimo Carloni, che ha curato il libro “Per nulla al mondo. Un amore di Cioran” di Friedgard Thoma e che è il “traduttore” di altri video su Cioran (che è possibile vedere anche su questo post), cortesemente, mi ha anche rilasciato due righe di introduzione, che riporto qui interamente:

L’intervista di Christian Bussy a Cioran, è stata trasmessa dalla Radio-Télévision belga della Communauté française (RTBF), il 4 Aprile 1973.

Nel marzo del 1990, in occasione della pubblicazione in Francia di Sur le cimes du désespoir, la televisione francese aveva programmato la trasmissione dell’intervista, ma Cioran all’ultimo momento si oppose, così come riportò il Nouvel Observateur Livres del periodo, che in esclusiva pubblicò qualche estratto dell’ «interview que vous ne verrez pas à la télévision».

Nel giugno 1995, all’indomani della morte, l’intervista venne finalmente trasmessa anche Francia, suscitando l’emozione di Simone Boué nel rivedere ancora “vivo” il suo Cioran: «Due settimane fa, dopo aver visto in TV un’intervista rilasciata nel 1972 [1973] alla televisione belga, dove era così brillante, straordinario, così interamente se stesso, mi son detta: “no, no, non è morto”»[1].

In seguito l’intervista è stata trasmessa anche dalla Televisione Romena, mentre è inedita in versione italiana. Christian Bussy ha gentilmente messo a disposizione dell’amico Antonio Di Gennaro – studioso di Cioran che sta raccogliendo tutti gli entretiens ancora inediti – la trascrizione completa dell’intervista (un po’ più lunga rispetto alla versione trasmessa in TV della durata di circa 30 min.) da cui sono stati tratti i sottotitoli in italiano.

[1] Lettera di Simone Boué a Wolfgang Kraus del 7 luglio 1995. La lettera fa parte del carteggio tra Cioran e Wolfgang Kraus, in uscita nel 2014 in traduzione italiana, con il titolo: Agonia dell’Occidente. Lettere a Wolfgang Kraus (1971-1990), presso Edizioni Bietti.

Nell’intervista, Bussy definisce Cioran “il testimone dell’inquietudine del nostro tempo” e fa quasi tenerezza l’avvertenza “vi chiedo di fare qualche leggero sforzo di attenzione per abituarvi al suo accento franco-romeno e alla rapidità del suo eloquio”, essendo “la prima volta che Cioran viene intervistato”.

Nell’intervista c’è molto del Cioran più autentico, come si può intuire da alcuni scambi di battute:

Bussy: “Paul Valéry rispondeva alla domanda ‘Perché scrivete?’ e lei?”

Cioran: “Per debolezza. No, è molto di più che per debolezza, per miseria interiore. Per tracollo addirittura. E quindi alla fine, per necessità. E’ per non gridare, per non urlare”.

“Mi sento prossimo a Baudelaire e a Pascal (che non sono dei ribelli) perché hanno il sentimento dell’Irreparabile”.

“Apprezzo molto Dostoijesky perché in lui c’è un miscuglio di distruzione che sfocia in altro, di estremo.
Vivere è distruggersi non tanto per una carenza ma per una sorta di pienezza pericolosa.
Non c’è niente di deprimente in questo, i personaggi di Dostojevskij sono semidei”.

“Ho la passione dell’amicizia, l’uomo che ho apprezzato di più in gioventù è un romeno che non ha scritto nulla ma che è un uomo straordinario. Così come ci sono molti uomini straordinari al di fuori del circuito intellettuale, più lucidi di me (la lucidità è la qualità più eminente di una persona, la qualità più importante, di un uomo che ha compreso) quindi più superiori ed ero molto contento di frequentarli”.

“Ho letto molte biografie di suicidi da giovane e devo dire che ne ho tratto molto beneficio” perché “il dramma non è morire, è nascere”.

Nel descrivere il suo personale e per certi versi conflittuale rapporto con la scrittura, si comprende perché la lettura di Cioran non può lasciare indifferente:

“Si scrive per fare del male, per sconcertare. Uno scrittore che, in un modo o nell’altro, non vi martirizza, non mi interessa”.

“I miei lettori sono poveracci, delle persone pietose, degli sventurati e per la maggior parte sono nevrotici. Beh, leggere certe mie cose è stata per loro una sorta di liberazione”.

http://www.youtube.com/watch?v=LhR536ao_cg&feature=em-upload_owner

Ringrazio Massimo Carloni per la disponibilità.

Per chi volesse approfondire, la rivista Orizzonti culturali italo-romeni – che dedica uno spazio esclusivo a Cioran (Spazio Cioran) – ha pubblicato un’intervista a quest’ultimo che è possibile leggere qui  (n. 7, luglio 2012, anno II).

Alla domanda “Com’è arrivato a conoscere l’opera di Cioran?” Massimo risponde:

Nella prima metà degli anni ’90 m’imbattei in qualche suo aforisma, riportato in un libro sul Pensiero negativo e la nuova destra, dove Cioran era frettolosamente annoverato tra gli scrittori del tramonto, sulla scia di Nietzsche, Spengler, Bataille, ecc. Furono sufficienti due o tre formule, da cui emanava una luce particolare, miracolosa, per decidere di approfondire l’opera di questo scrittore a me sconosciuto, definito magiaro (sic!) in quel saggio. Così, ammaliato dal titolo, scelsi la ‘Tentation d’exister’. La vera folgorazione, tuttavia, avvenne quando da Parigi mi portarono in regalo il volume delle Opere edito da Gallimard. Il contatto diretto col suo francese, ad un tempo levigato e dirompente, fu decisivo. Mi commossero poi le foto della sua mansarda. Quest’uomo – mi dissi – non si limita a meditare intorno all’essenziale: lo vive.

Queste sensazioni accomunano chi si approccia al pensiero e allo stile di Cioran. Chiunque esso sia, me compreso. Ed è in fondo il motivo della sua grandezza.

* Massimo CARLONI – studi in scienze politiche e filosofia all’Università di Urbino. Ha dedicato diversi studi a Cioran, pubblicati in volumi collettanei e in rivista internazionali. Ha realizzato il progetto editoriale per la traduzione italiana del libro di Friedgard Thoma, Per nulla al mondo. Un amore di Cioran (éd. l’Orecchio di Van Gogh, 2009). Libri di prossima pubblicazione: edizione italiana delle lettere di Cioran al fratello (con H.- C. Cicortaş, Archinto, Milano, 2014), a Wolfang Kraus (con Pierpaolo Trillini, Bietti, Milano, 2014), e la corrispondenza Eliade-Cioran (con H.- C. Cicortaş, 2015).

La biblioteca Doucet

Jacques Doucet era uno stilista amante dell’arte e della letteratura.
Alla sua morte, nel 1929, donò un’importante collezione di manoscritti, la Biblioteca Doucet, oggi gestita dall’Università di Parigi.

La Biblioteca si è arricchita nel tempo ed oggi è possibile trovare anche diversi manoscritti di Cioran, grazie alla donazione della compagna Simone Boué e, più recentemente, di Madame Fabienne Durand-Bogard o Durand-Bogaert.

E’ aperta agli studiosi e si trova a fianco del Panthéon, più esattamente:

Bibliothèque littéraire Jacques Doucet
8 place du Panthéon, 75005 – Paris
http://www.bljd.sorbonne.fr/

Per gli interessati, è possibile scaricare il pdf con i dettagli contenuti nel fondo Cioran tramite questo link: Fond Cioran-dettagli.

[Dal sito]

Descrizione fondo Cioran:

Il fondo Cioran comprende vari autografi – in rumeno o in francese –  dattiloscritti, quaderni e cartelle di lavoro, testi e note di lavoro di preparazione, articoli – arricchiti di numerosi testi inediti – bozze corrette, prove di traduzione, dossier per la pubblicazione di traduzioni in rumeno, interviste, un testo di dibattito radiofonico, la corrispondenza parzialmente inviata o ricevuta.
Esso raccoglie anche documenti personali, documenti biografici, un prezioso archivio fotografico, un archivio ricco di articoli di giornali e critiche.
Esso comprende anche tutte le sue pubblicazioni in tutte le lingue: libri ordinari, edizioni di lusso illustrati da pittori, così come la sua biblioteca personale, parziale.
Infine ci sono oggetti familiari, tra cui il suo ufficio, e alcune opere d’arte a lui dedicate.

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