Cioran e la morte dell’utopia

Quand’è che la gente si agita? Quando crede nell’ avvenire: è questa l’utopia. Ma quando si dubita dell’avvenire, quando la gente non trova risposta ai propri interrogativi, allora l’utopia è praticamente impossibile.

Cioran, in questa intervista comparsa nel 1988 ne “La Repubblica”, rilasciata a Benedetta Craveri, non parla in realtà soltanto del tema dell’utopia.
Ci sono riflessioni sul suo essere scrittore ormai famoso (“Non è tanto l’ aspetto filosofico dei miei libri che piace ai giovani, quanto piuttosto il mio cinismo”) e sulla scrittura in generale.
C’è anche una difesa a Eliade, dopo le critiche per i suoi rapporti con la Guardia di Ferro:
“se esisteva al mondo una persona apolitica, che non si interessava, non capiva niente di politica, che non leggeva nemmeno i giornali, questi era Eliade”.

Anche lui successivamente sarà travolto dalle stesse accuse del suo amico rumeno, in particolare dopo il libro di Laignel-Lavastine (in Italia pubblicato dalla Utet nel 2008 con il titolo “Cioran, Eliade e Ionesco. Il fascismo rimosso”).
Forse la frase “trovo tutte queste polemiche piuttosto ridicole e assurde” è anche un’autodifesa di un pensatore che può a ragion veduta affermare:
“Viviamo in un’ epoca in cui il disinganno è generale. In questo, i miei libri erano in anticipo di vent’anni.” Leggi il resto dell’articolo

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Savater intervista l’angelo sterminatore

Fernando Savater è uno dei filosofi spagnoli più famosi al mondo, scrittore anticonformista e prolifico.
In Italia ebbe successo con il libro “Etica per un figlio”.
Il suo libro “Cioran, un angelo sterminatore” è stato dunque un buon viatico per far conoscere Cioran a un pubblico italiano quantitativamente più adeguato alla qualità e allo spessore letterario di quest’ultimo.
In questo post inserisco la presentazione di Mario Andrea Rigoni del libro allora appena pubblicato da Frassinelli (la versione originale spagnola è del 1974) e successivamente una famosa intervista di Savater del 1977 a Cioran.
L’intervista è significativa sotto diversi punti di vista, affronta tanti temi tipici di Cioran e ne illumina a tratti anche l’aspetto umano. In Italia la si può leggere in “Un apolide metafisico”, libro a cui sono legato particolarmente perché tramite esso ho imparato ad apprezzare seriamente Cioran.
Come tutto il libro,  l’intervista si legge piacevolmente, possedendo un ritmo che inchioda dall’inizio alla fine (parte del fascino del personaggio).
Consiglio quindi di leggerla e, se già la si conosce, di rileggerla.
Fondamentale per intuire le potenzialità umane e letterarie di Emil Cioran. Leggi il resto dell’articolo

Cioran, misantropo appassionato

L’articolo più “antico” che ho trovato in internet su Cioran è stato pubblicato a fine del 1979 da La Stampa e scritto da Guido Ceronetti.
Cioran qui è considerato autore pressoché “ignoto” e dal “viso buono” (?!).
L’articolo affronta in particolare il pensiero di Cioran sulla Russia; pensiero che svilupperà successivamente in “Storia e utopia”.

LA STAMPA Anno 113 – Numero 286 – Domenica 16 Dicembre 1979

L’INCONTRO COL FILOSOFO: PARLANDO DEL FUTURO DELL’EUROPA Leggi il resto dell’articolo

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