Cioran e la morte dell’utopia

Quand’è che la gente si agita? Quando crede nell’ avvenire: è questa l’utopia. Ma quando si dubita dell’avvenire, quando la gente non trova risposta ai propri interrogativi, allora l’utopia è praticamente impossibile.

Cioran, in questa intervista comparsa nel 1988 ne “La Repubblica”, rilasciata a Benedetta Craveri, non parla in realtà soltanto del tema dell’utopia.
Ci sono riflessioni sul suo essere scrittore ormai famoso (“Non è tanto l’ aspetto filosofico dei miei libri che piace ai giovani, quanto piuttosto il mio cinismo”) e sulla scrittura in generale.
C’è anche una difesa a Eliade, dopo le critiche per i suoi rapporti con la Guardia di Ferro:
“se esisteva al mondo una persona apolitica, che non si interessava, non capiva niente di politica, che non leggeva nemmeno i giornali, questi era Eliade”.

Anche lui successivamente sarà travolto dalle stesse accuse del suo amico rumeno, in particolare dopo il libro di Laignel-Lavastine (in Italia pubblicato dalla Utet nel 2008 con il titolo “Cioran, Eliade e Ionesco. Il fascismo rimosso”).
Forse la frase “trovo tutte queste polemiche piuttosto ridicole e assurde” è anche un’autodifesa di un pensatore che può a ragion veduta affermare:
“Viviamo in un’ epoca in cui il disinganno è generale. In questo, i miei libri erano in anticipo di vent’anni.” Leggi il resto dell’articolo

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Il sotto-dio

Rimanendo in tema di primi articoli su Cioran in Italia, questo di Alfredo Giuliani (scrittore del movimento “Gruppo 63”) penso sia uno dei più validi.
Ha intuito infatti pienamente le potenzialità dello scrittore rumeno, dandone alcune definizioni illuminanti.
Dirà infatti: “Questo scrittore scioglie i grassi del pensiero, dissolve gli acidi dei sentimenti, ci rende più leggeri” oppure: “In fondo, questo grande negatore non è un nichilista, è un giocoliere”, frase che ricorda un aneddoto raccontato dallo stesso Cioran, in cui si definirà un “plaisantin”, un burlone (e non un “pensatore”).

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Cioran, misantropo appassionato

L’articolo più “antico” che ho trovato in internet su Cioran è stato pubblicato a fine del 1979 da La Stampa e scritto da Guido Ceronetti.
Cioran qui è considerato autore pressoché “ignoto” e dal “viso buono” (?!).
L’articolo affronta in particolare il pensiero di Cioran sulla Russia; pensiero che svilupperà successivamente in “Storia e utopia”.

LA STAMPA Anno 113 – Numero 286 – Domenica 16 Dicembre 1979

L’INCONTRO COL FILOSOFO: PARLANDO DEL FUTURO DELL’EUROPA Leggi il resto dell’articolo

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