Raccolta di scritti su Emil Cioran

Libri, scritti, recensioni e altro su un libero pensatore

Aneddoti

Un personaggio eclettico e stilisticamente feroce come Cioran è ovviamente circondato da diversi curiosi aneddoti.

Questa pagina sarà sempre aggiornata anche se non periodicamente (le ultime aggiunte si troveranno in fondo):

  • Cioran rifiuterà sempre tutti i premi letterari (Sainte-Beuve, Combat, Nimier, Morand, ecc.) tranne il Rivarol nel 1949, che accetterà giustificandolo come un’esigenza finanziaria (da Wikipedia francese)
  • Invitato da un’università americana e presentato come un grande filosofo dirà inquieto: “Ma io sono solo un buffone!” (da Wikipedia francese)
  • Nel 1940, in Place Saint-Michel rimase “quasi la prima vittima” dell’entrata dei tedeschi a Parigi perché gettò dei pacchetti di sigarette su un convoglio di prigionieri francesi (da Wikipedia francese)
  • Al Café Flore incontrò Albert Camus che gli disse: “E ora che lei entri nella circolazione delle idee”. Risposta di Cioran: “Vai a farti fottere” (da un articolo del Corriere della Sera)
  • Quando Beckett tradusse “Senza” dal francese all’inglese coniò, per il titolo, il neologismo “lessness” che Cioran definì “inesauribile mescolanza di privazione e d’infinito, vacuità sinonimo di apoteosi”. Al termine di una serata di conversazione Cioran si congedò da Beckett dicendogli che non avrebbe avuto pace fino a quando non avesse ideato un neologismo francese equivalente a lessness. Ma la ricerca rimase senza frutto. L’unica parola che lo soddisfò parzialmente la derivò dal latino sine: sinéité. Il giorno dopo Beckett gli confessò che era giunto alla stessa identica conclusione. E comunque il titolo francese rimanse “Sans”
    (dal sito http://www.samuelbeckett.it/narrativa.htm)
  • ” Tu non mi crederai, ma io vado quasi tutti i giorni in biblioteca, mi riempio la borsa dei libri, e miseria delle miserie, li divoro. Possiamo scendere più in basso? Non mi lascio ingannare da questa voracità, né da questa eccitazione. Dietro esse, distinguo chiaramente pigrizia e impostura” (Cioran-Guerne Lettres 1961-1978)
  • Dai dieci a quattordici anni abitavo in una pensione familiare. Tutte le mattine, andando al ginnasio, quando passavo davanti a una libreria non mancavo di gettare un rapido sguardo ai libri, che cambiavano relativamente spesso persino in quella città di provincia in Romania. Uno solo, in un angolo della vetrina, sembrava dimenticato da mesi: Bestia umana (La Bete humaine di Zola). Di quei quattro anni, il solo ricordo che mi assilli è quel titolo” (da Confessioni e Anatemi pag.97)
  • “Posso dire che sono tre al mondo le città che mi hanno affascinato: Parigi, Dresda e Sibiu” (intervista con François Fejito)
  • Fernando Savater tradusse per primo Cioran in Spagna. Alcuni critici pensarono che “Cioran” fosse un eteronomo del filosofo, al che Savater raccontò l’episodio a Cioran: “Sa cosa? Qui in Spagna stanno dicendo che Lei non esiste!”. Cioran replicò: “La prego, non li smentisca!” (tratto da un commento di Maurizio Manco sul blog Aforisticamente)
  • Pur vivendo ai limiti della sopravvivenza, Cioran spediva alcuni regali – con molta probabilità abiti o oggetti quotidiani- ai pronipoti, che lo vedevano come lo zio d’America (Cahiers, pag. 521)
  • Vicino Rasinari c’era un fiume che scorreva vicino la casa di Cioran, dove a sei anni e a piedi scalzi fino a novembre, quindi anche con l’acqua ghiacciata. Fu qui, secondo lo stesso Cioran che ebbe i problemi di reumatismi che l’hanno “tormentato” anche in età avanzata (Cahiers, pag.752)
  • Quando, all’indomani della guerra del ’14, si introdusse l’elettricità nel mio villaggio natale, fu un mormorio generale, poi la muta desolazione […] tutti furono persuasi che l’Anticristo era venuto e, con lui, la fine dei tempi. Questi contadini dei Carpazi avevano visto giusto, avevano visto lontano. Essi, che provenivano dalla preistoria, sapevano già, all’epoca,ciò che i civili non conoscono che da poco. (L’inconveniente di essere nati)
  • In una delle ultime lettere scritte la madre, Elvira Comaniciu, scrive: “Qualsiasi cosa l’uomo intraprenda, presto o tardi lo rimpiangerà” (da L’inconveniente di essere nati). Sarà lo stesso Cioran a definirla una “frase testamento”
  • E’ Cioran stesso a raccontare che nel 1970 era stato interrogato da un esattore inquisitorio. “Lei è ben vestito. Il suo completo è nuovo”. “Sono gli amici che mi vestono”. “E per mangiare?”. “Ho il vantaggio di avere una gastrite. Sono a dieta”.
  • “Mi ricordo quel giorno, nel 1990, quando ho incontrato Cioran in rue l’Odéon. Facemmo una piccola passeggiata tra la brasserie irlandese e il teatro nella piazza. Gli dissi: “Amo molto i vostri libri”. Cioran mi rispose  all’istante: “Allora, non si preoccupi, non scrivo più niente”. Il resto fu una lunga risata” (episodio raccontato da Ronald, il 01/06/2013 qui, mia traduzione dal francese)
  • Il libro L’agonia dell’Occidente. Lettere a Wolfgang Kraus 1971-1990,Bietti Editore, 2014 è fonte di numerosi aneddoti o riflessioni raccontati dallo stesso Cioran. Di seguito alcuni esempi: “
  1. “Sono un essere socievole che rifiuta ogni forma di società”, “Sono vittima della mia dipendenza dalle conversazioni. Invece di scrivere, mi esaurisco in chiacchiere senza fine.”
  2. “Ogni domenica vado in campagna e cammino per circa venti chilometri” e aggiunge “senza stancarmi”
  3. “Non vado mai al Louvre (in generale odio i musei)”
  4. Parlando di Dieppe, in Normandia, dove si trasferiva ogni tanto da Parigi: “Abbiamo parecchi vicini sgradevoli. Proprio di fronte, c’è un’impresa di pompe funebri che fabbrica bare dalla mattina alla sera!”
  5. Spassoso racconto di un episodio. Per la cronaca, Cioran all’epoca aveva 67 anni: “Da un po’ di tempo a questa parte, una signora che vive in un sobborgo di Parigi mi scrive lettere completamente folli: sarei l’unico scrittore della terra, un Dio, conosce a memoria tutti i miei libri, ecc. – e sarebbe anche felice di incontrarmi. Infine, per curiosità o, piuttosto, per vanità – l’ho incontrata ieri. […] Una donna anziana con occhiali neri, gobba per giunta. Età? Sulla settantina.”
  6. A Lecce, racconta Cioran a Kraus, incontra un austriaco e inizia a discutere in generale della vita. A un certo punto l’austriaco sentenzia: “Questo l’avrebbe potuto dire Cioran”. Lui: “Sono io”. L’altro: “Impossibile, lei è pazzo”. Cioran: “Ho scritto qualcosa di simile nel Funesto demiurgo.”
  7. Dopo la pubblicazione di un articolo di Wolgang Kraus su alcuni giornali su Cioran, “una signora sconosciuta ha consegnato al portiere 500 franchi in una busta. Neanche una parola, nessun nome, niente di niente.”
  8. Cioran riceveva nella sua celebre mansarda di rue de l’Odèon (vicino all’omonimo teatro) diversi amici e conoscenti. A volte li invitata anche a cena: “Si mangia squisitamente a casa sua. Prepara lui stesso avocado o zuppa, carne,verdura, patate con burro, formaggio, frutta e vino, tutto d’eccezionale qualità”
  9. W. Kraus descrive fisicamente così Cioran: “mi ricorda un anabattista, viso magro da contadino, occhi grandi, azzurri e luminosi, segnato, ossuto, i movimenti delle sue braccia sono simili a quelli di un correggiato curvo. Falcate ampie, selvagge nel camminare; esitante, pressante nel parlare, quasi gli pesasse seguire con il discorso i propri pensieri saettanti; le parole si accavallano, si sovrappongono, allo stesso tempo emergono formule perforanti e precise. Un uomo pieno di bontà”.  E in altre lettere scriverà: “nella vita pratica quotidiana è l’uomo più affidabile e disponibile che ci sia”; “è una persona felice, modesta e saggia dalla nascita – che però ha proiettato tutte le proprie emozioni all’esterno”; Cioran sapeva ridere di cuore e liberamente, era raggiante. […] Mangiava con piacere, in maniera eccellente ma semplice”. Possedeva “un fascino filosoficamente stoico.”
  10. “Si è fatto costruire un ponte per i denti da 5000 fr. che gli sopravviverà. Rifiuta la soluzione più economica, per la sola durata della vita. Dunque, è davvero un ottimista?”
  • Cioran da giovane fu un appassionato violinista. Ammirava in particolare J.S.Bach e Brahms
  • “Qualche lettore ce l’ho per forza di cose. Ebbene questi individui sono per la maggior parte dei poveracci, delle persone pietose, degli sventurati e per la maggior parte sono nevrotici.
    Beh, leggere certe mie cose è stata per loro una sorta di liberazione.” (dalla prima intervista televisiva di Christian Bussy nel 1973)
  • Io sono uno dei più grandi chiacchieroni mai esistiti (Quaderni 1957-1972, pag.946)
  • Una volta mi sono storto la caviglia caviglia perché ho voluto provare lo skateboard di mio figlio a Parigi. Stavo dormendo al 10 ° piano del mio appartamento e avevo un appuntamento per vedere Cioran, ma non riuscivo a camminare. Egli disse, va bene, verrò da te. E salì al decimo piano, l’ascensore non funzionava, e quando è arrivato, ha raccontato delle storie a mio figlio. Mio figlio aveva allora 6 anni anni e gli ha appena parlato tutto il tempo e glielo raccontato diverse storie in inglese. Era un personaggio piuttosto meraviglioso. (da un’intervista a Andrei Codrescu)

6 risposte a "Aneddoti"

  1. il quarto è quello che più mi ha fatto sorridere!:-)
    ho cambiato nuovamente il titolo del post:
    *Disquisizioni su Cioran* è decisamente più appropriato.

    Un saluto da un fresco lago di primo mattino…
    ciao 🙂
    C.

    1. In effetti è uno degli aneddoti più divertenti o irriverenti.
      Anche l’episodio raccontato da Maurizio Manco è molto in linea con questo.
      Quasi tutti testimoniano la profonda capacità di Cioran di non essere mai scontato, banale.
      Anche nella vita quotidiana.
      Saluti
      P.S.: sì, anche a me sembra che il titolo del tuo post adesso sia più conforme al testo

  2. “Al Café Flore incontrò Albert Camus che gli disse: “E ora che lei entri nella circolazione delle idee”. Risposta di Cioran: “Vai a farti fottere” (da un articolo del Corriere della Sera)” –
    Sembra più un quindicenne in preda agli ormoni, che Cioran. Non esiste nulla del genere nell’archivio del corriere della sera, ne in altri siti in lingua italiana, tolti quelli che citano genericamente “corriere della sera”, francese, spagnola o inglese. Farei più attenzione alle fonti e, nel dubbio, non lo pubblicherei.

    1. Buongiorno Federico,
      la fonte proviene dall’archivio del Corriere della Sera, come indicato.
      Si tratta di un articolo di Munzi Ulderico del 21 giugno 1995 (pag.27) e recuperabile sul web al seguente link:
      http://archiviostorico.corriere.it/1995/giugno/21/CIORAN_ultimo_cavaliere_del_nulla_co_0_95062114083.shtml.
      Le consiglio la prossima volta di utilizzare più saggezza (e prudenza!) nel consigliare saccentemente “attenzione alle fonti”, perlomeno nel verificarle prima con la stessa acribia caldamente consigliata.
      Al di là di queste noiose precisazioni “accademiche”, l’episodio potrebbe ovviamente non essersi mai verificato, ma nello stesso tempo vorrei precisare che azioni/episodi “umorali” come questo si possono rintracciare facilmente in diverse parti dei Cahiers (per non dire in diversi racconti di persone che l’hanno conosciuto direttamente).
      Ma questo non basta a fare di Cioran un quindicenne in preda agli ormoni!

      1. Affondato (con piacere)!
        Un articolo ricco e bellissimo.Tutt’altro che noiosa la precisazione, non sapevo ci fossero degli inediti. Perdoni la saccenza, è solo l’irruenza di un giovane che spesso vuole imparare in fretta, avendo tutto il tempo del mondo a disposizione. Mai ho guardato a Cioran come ad un quindicenne in preda agli ormoni, era un’immagine che riferivo all’aneddoto, in particolare alla presunta forma scelta nella risposta a Camus. Sulla sostanza ho meno dubbi, ovvero che Cioran avrebbe a dir poco sorriso con stanchezza ad una proposta di entrare “nella circolazione delle idee”, e quindi alle mode culturali dell’epoca.

  3. Riconoscere il proprio errore ti fa onore, non tutti ne hanno la sensibilità nonostante sia risaputo che l’orgoglio si arrocca spesso nell’ostinazione. Accetto pertanto con ammirazione le tue scuse.
    Sul merito della questione, questo ipotetico episodio è sintomatico dell’idiosincrasia di Cioran nei confronti di ciò che non fosse autentico, verso le varie presentazioni, convegni, premi che ruotano ancora oggi attorno al pensiero “vissuto”.
    Non è un caso che, nonostante vivesse in umili condizioni, Cioran rifiutò diversi premi in denaro: quanti al suo posto l’avrebbero fatto?
    Grazie a questo però ha potuto essere un pensatore libero, come pochi (anche tra quelli considerati “grandi maestri”).

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